About

Anastasia
Florea

Non so dire esattamente quale sia stata la mia prima fotografia. Ricordo bene, però, che non andavo ancora a scuola. La pellicola era da 36 scatti, il numero massimo. 36 scatti che dovevano bastarci per Natale, Capodanno e, magari, per la mia festa di compleanno, a febbraio. Non arrivavano mai all’occasione, neanche alla prima. Li esaurivo tutti, fotografando le mani della mamma che impastava le polpette, gli addobbi di vetro nella scatola di latta, il dolce alle crespelle e amarene , o anche semplicemente i cuscini a cuore sul divano.

Non avevo in mente di fare la fotografa, tanto che ho studiato architettura. Eppure, anni dopo, è stata la fotografia a scegliere me. Oggi, dietro l’obiettivo, sono ancora quella bambina curiosa, che ama scoprire storie nei dettagli più semplici. 

Colleziono colori, emozioni, semi, fiori, libri, stoviglie e oggetti perfettamente imperfetti.